Ridurre i consumi è un investimento. Lo progettiamo, lo finanziamo con gli incentivi, lo realizziamo.
Pompe di calore al posto delle centrali a gas, involucro e serramenti, fotovoltaico e accumulo dove i consumi lo giustificano. Su ogni intervento la strategia di incentivo si costruisce prima di aprire il cantiere.
Prendiamo un edificio e lo portiamo a consumare meno: involucro, impianti, il modo in cui l’energia viene prodotta e usata. Poi andiamo a prendere ogni euro che qualcuno mette sul tavolo per farlo — bandi regionali, incentivi nazionali e, per i progetti più ambiziosi, i fondi europei. Il risparmio lo costruisce il progetto. L’incentivo decide quanto vi costa arrivarci.
Cosa cambiamo, quando entriamo in un edificio.
Smettere di comprare gas
Il riscaldamento è quasi sempre la voce più pesante della bolletta ed è la prima che si può abbattere. Al posto della centrale a gas, pompe di calore: meno spesa ogni mese e la quota di contributo più alta fra tutti gli interventi.
Avere bisogno di meno
Cappotto e serramenti. L’energia che costa meno è quella che l’edificio smette di chiedere: non va comprata, non va prodotta, non si rompe mai.
Produrre invece di pagare
Fotovoltaico e accumulo dimensionati sui consumi reali, non sui metri quadri liberi del tetto. Quello che producete lo pagate una volta sola.
Sistemare il tetto una volta sola
Dove c’è amianto la bonifica viene prima dell’impianto. È l’unica occasione in cui si decide come sarà la copertura per i vent’anni successivi: conviene aprire il cantiere una volta.
Risparmiare anche quando nessuno ci pensa
Regolazione automatica e ventilazione meccanica. Gli impianti rendono al massimo da soli, senza che qualcuno in azienda debba ricordarsene ogni mattina.
Trasformare l’eccedenza in ricavo
Quando la produzione supera il consumo, la comunità energetica converte il surplus in una tariffa riconosciuta per vent’anni. L’energia che avanza smette di essere sprecata.
Cambia chi firma. Non cambia il risultato.
Un imprenditore decide guardando il ritorno. Un consiglio deve poterlo spiegare ai soci. Un’assemblea vota. Un ente pubblico segue una procedura. Portiamo lo stesso progetto in tutte e cinque le stanze, con i numeri e i documenti che quella stanza richiede per arrivare a un sì.
Imprese
Manifatturiero, alimentare, logistica, servizi. L’intervento va progettato attorno al ciclo produttivo: il cantiere si adatta alla produzione.
Cooperative
Strutture con più sedi e un bilancio da difendere davanti ai soci. Contano la prevedibilità della spesa e la chiarezza della rendicontazione.
Enti pubblici
Comuni e strutture in gestione pubblica, dove la spesa passa da procedure formali e le scadenze del finanziamento sono vincolanti.
Enti del terzo settore
Associazioni iscritte al RUNTS e realtà sportive: edifici energivori e capacità di investimento limitata. L’incentivo decide se il progetto esiste.
Condomini
Il progetto va spiegato a un’assemblea prima che a un tecnico. Portiamo numeri che reggono la discussione e una sola persona che risponde.
Gli edifici su cui siamo entrati.
Capannoni, palazzine, scuole, palestre, sedi comunali. Qui sotto ci sono tutti: cosa abbiamo fatto, dove, con quale misura e quanto contributo è stato istruito — oltre 1,3 milioni di euro in totale. I nomi no: la riservatezza fa parte dell’incarico, e un elenco di loghi non dice niente a chi deve decidere. I numeri sì.
| Committente | Dove | L’intervento | La misura | Contributo |
|---|---|---|---|---|
| Impresa manifatturiera | Chivasso (TO) | Climatizzazione dello stabilimento a pompa di calore, fotovoltaico, supervisione degli impianti e diagnosi energetica certificata. | Transizione 5.0 e SIMEST | € 146.057 |
| Cooperativa di abitanti | Valenza (AL) | Cappotto, serramenti, pompe di calore, fotovoltaico, ventilazione meccanica e regolazione automatica su un intero edificio residenziale. | Conto Termico 3.0 | € 842.811 |
| Associazione del terzo settore | Alessandria | Caldaia sostituita da pompe di calore in cascata, nuovi terminali, serramenti e solare termico per l’acqua calda. | Conto Termico 3.0 | € 96.056 |
| Impresa | Tortona (AL) | Bonifica di 1.640 m² di copertura in amianto, fotovoltaico sul tetto rifatto, nuova centrale termica e quadri elettrici. | ISI INAIL, Conto Termico 3.0 e PNRR | € 96.752 |
| Impresa alimentare | Alessandria | Rifacimento della copertura industriale, pavimentazione e bonifica degli spazi produttivi. | Sabatini, SIMEST e iperammortamento | € 89.000 |
| Associazione sportiva | Alessandria | Palestra: riqualificazione dell’involucro e riscaldamento a pompa di calore. | Bando regionale impianti sportivi e Conto Termico 3.0 | € 72.900 |
| Impresa agricola | Rubiana (TO) | Fotovoltaico a terra da 100 kW e costituzione della comunità energetica che ne condivide l’energia. | PNRR comunità energetiche | € 17.616 |
| Cooperativa | Valenza (AL) | Studentato: riqualificazione degli impianti termici e produzione di acqua calda sanitaria. | Conto Termico 3.0 | € 14.193 |
| Comune | Asigliano Vercellese (VC) | Asilo, scuola e sede comunale: involucro, nuova centrale termica, serramenti e potenziamento degli impianti solari. | Conto Termico 3.0 per la pubblica amministrazione | — |
| Comune | Rondissone (TO) | Asilo, centro giovani e sede della protezione civile: serramenti, persiane e porte interne. | Conto Termico 3.0 per la pubblica amministrazione | — |
| Impresa industriale | Chivasso (TO) | Fotovoltaico di grande taglia su sito produttivo: progetto, pratiche catastali e antincendio, allaccio in rete, contratto di fornitura dell’energia e comunità energetica. | PNRR e autoconsumo condiviso | — |
| Edificio plurifamiliare | Susa (TO) | Centrale termica sostituita da pompa di calore, fotovoltaico con accumulo e impianti rifatti sui singoli alloggi. | Conto Termico 3.0 | — |
| Associazione sportiva | Beinasco (TO) | Sostituzione del generatore di calore e solare termico per l’acqua calda sanitaria. | Conto Termico 3.0 | — |
Gli importi indicati sono i contributi istruiti nelle pratiche presentate per conto dei committenti; l’erogazione resta di competenza dell’ente che concede la misura. Dove compare un trattino, l’importo non viene divulgato.
Gli stessi conti, sul vostro edificio.
Cinque passaggi, nell’ordine che conta.
Leggiamo le bollette, non il tetto
Prima di parlare di impianti guardiamo dodici mesi di consumi, la curva di prelievo e i costi fissi. È lì che si vede dove si sta perdendo denaro.
Scegliamo l’incentivo, poi dimensioniamo
Ogni misura ha requisiti che cambiano il progetto. Deciderli dopo significa rifare i conti; deciderli prima significa scriverli nel capitolato.
Mettiamo per iscritto quanto rientra
Investimento, contributo atteso, tempi di erogazione, effetto in bilancio. Un numero solo, con sotto le ipotesi che lo reggono.
Apriamo il cantiere e lo coordiniamo
La posa la eseguono imprese installatrici selezionate, con contratto, DURC e qualifiche verificate. Il coordinamento resta nostro, e l’interlocutore resta uno.
Portiamo a casa la pratica
Connessione, registrazioni, rendicontazione, controlli. La parte che fa perdere il contributo quando viene lasciata indietro.
Quello che finanzia l’intervento.
Raramente una misura sola copre tutto il progetto. Quasi sempre si combinano: un contributo in conto capitale sulla parte termica, una leva fiscale sui beni strumentali, un finanziamento agevolato per il resto.
Conto Termico 3.0
→Contributo in conto capitale su pompe di calore, involucro e solare termico.
Iperammortamento 2026
→Maggiorazione fiscale sui beni strumentali, cumulabile in molti casi con il resto.
Sabatini GREEN
→Contributo sugli interessi del finanziamento che copre l’investimento.
Comunità energetiche
→Tariffa incentivante ventennale sull’energia condivisa, più contributo PNRR nei piccoli comuni.
Bandi regionali e camerali
→Finestre brevi, spesso a sportello. Vanno intercettate mentre il progetto è ancora sul tavolo.
Fondi europei
→Per interventi di taglia maggiore o con una componente di innovazione.
Le cose che ci vengono chieste per prime.
Vi occupate solo di fotovoltaico?
Il fotovoltaico è uno degli interventi. La parte che incide di più sulla spesa energetica di un edificio è quasi sempre il riscaldamento: sostituire una centrale a gas con pompe di calore, isolare l’involucro, sostituire i serramenti. Il fotovoltaico entra quando i consumi elettrici, dopo questi interventi, lo giustificano.
Chi esegue materialmente i lavori?
Le opere sono eseguite da imprese installatrici e da imprese edili selezionate, legate da contratto e verificate su DURC, visura, polizza e qualifiche del personale. Il coordinamento del cantiere e la responsabilità del risultato verso il committente restano nostri.
Chi rilascia la dichiarazione di conformità?
La rilascia l’impresa che esegue l’opera, come prevede la normativa. Noi verifichiamo che sia completa e coerente con il progetto, perché è uno dei documenti su cui si gioca l’erogazione dell’incentivo.
L’incentivo è certo?
Nessun incentivo è certo prima dell’ammissione. Quello che si può fare è progettare l’intervento perché rispetti i requisiti fin dall’inizio, presentare la pratica nella finestra giusta e tenere la documentazione in ordine. La differenza fra una pratica ammessa e una respinta si costruisce mesi prima.
Quanto tempo passa fra il primo incontro e l’avvio dei lavori?
Dipende dalla misura. Alcuni contributi si prenotano prima dell’avvio e impongono di attendere l’esito; altri si presentano a lavori conclusi. Questo vincolo va conosciuto al primo incontro, perché determina il calendario di tutto il resto.
Lavorate anche con condomini ed enti pubblici?
Sì. Cambia il percorso decisionale, non il metodo: in un condominio il progetto passa da un’assemblea, in un ente pubblico da una procedura formale. In entrambi i casi serve una documentazione che regga il confronto e un referente unico.
Su quali territori operate?
Il presidio diretto è su Piemonte, Lombardia e Veneto. Fuori da queste aree valutiamo caso per caso, in funzione della dimensione dell’intervento e della presenza di imprese esecutrici verificate.
Partiamo da dodici mesi di bollette.
Ci bastano per dire se un intervento ha senso, quale misura lo finanzia e in quanto tempo rientra. Se il progetto non regge, lo diciamo prima che costi qualcosa.

